Chi è quello nello specchio? Non la conosco più!

Ti è mai capitato di specchiarti e non riconoscere quella nel riflesso? Scherzo spesso con tutti dicendo, spesso la mattina mi spavento perché dentro la nostra testa pensiamo sempre di avere 18 anni, è lo specchio che non concorda. Si dice che si cambia faccia ogni 7 anni, ed in parte è il motivo per la quale che è considerato nella superstizione 7 anni di guai nel caso uno rompesse uno specchio.

Sei assalita di una visione di te che non rispecchia la realtà? Il tuo disappunto realmente sta nello specchio o nella tua interpretazione di quello che vedi attraverso i tuoi occhi nello specchio. Spesso le persone sono la loro peggio nemico, non riescono dirsi una parola carina e per carità non accettano mai un complimento.

Ricordiamo sempre le nostre amiche che nonostante potrebbero portare un taglia 38 si reputa “grassa” o brutta anche se potrebbe posare per la prossima copertina di Vogue. Questo succede perché loro “visione interna” non è oggettivo ma è soggettivo. Da dove nasce però questo accanimento contro loro stessi? Io penso nasce dal qualche parte del loro passato dove qualcuno o qualcosa le hanno fatto sentire insicure.

In realtà quando ti specchi non è solo una questione di osservare come stai veramente. Quando ti stai di fronte uno specchio ce una forte spinta di auto definirsi, come applicare una etichetta di valore su se stessi. Potrebbe essere un complimento o un insulto, ossessivamente narcisistico o una critica pesante, ma qualunque pensiero o commenta che ti passa per la mente è più legato a tuo autostima forgiata nel tuo passato che alla realtà odierna.

Ecco perché spesso molte lo trovano più facile a vedere segni di invecchiamento o cedimenti generali, anziché i punti di forza. Potresti credermi o no, ma se riusciresti riprogrammare la tua “visione” di te stesso dentro di te, anche lo specchio si metterebbe d’accordo. Con la mia maturità mi piaccio più oggi di 3 – 5 anni fa! Come è possibile? Perché mi accetto per quello che sono, nel bene e nel male.

Uno degli primi processi da innescare per il tuo benessere è di far sì che più o meno ti vedi come sei realmente (oggettivamente) in questo momento presente piuttosto che con gli occhiali della tua autostima fondata dal tuo passato, una definizione sbilanciata in un modo o un altro del tuo bagaglio personale. Ogni persona che conosco ha qualche “buco nero” nel proprio definizione di chi sono. Si vedono in un modo che gli altri al di fuori di loro non percepiscono. Sono quelle insicurezze che vedi animatamente discusse alle feste, lavoro o aperitivi con toni tipo “Ma va, che scherzi? Ma non devi perdere 6 chili! Non sei brutta, ma sembri una bambina (specialmente discorsi tenute da quelle che sono vestite tutte etichettata)… ecc ecc ecc.”

Spesso le persone si lamentano di difetti che stanno solo e soltanto nel loro mente. Ecco perché succedono quei casi di interventi chirurgiche palesi con risultati quasi circense accaniti contro una problema inesistente, perché il soggetto non riusciva a far combaciare il suo riflesso con la sua definizione interiore. (quello che vuole vedere o vede con il mind’s eye, cioè la proprio visione nella mente.

Avendo una forte consapevolezza di come stai “realmente” ti aiuterà a rallentare la pressione accumulata nella pentola delle tue insicurezze. Solo quando riuscirai a vedere i tuoi pregi e i tuoi difetti con un occhio comprensivo avrai la facoltà di mettere uno dei miei preghiere in atto, “Signore, aiutami a cambiare ciò che posso, ed accettare quello che non posso, ed avere la saggezza per capire la differenza.” Una chiara visione di chi sei in tutti sensi ti aiuta a vedere le cose con onestà, chiarezza e poi responsabilità verso te stesso.

Non ti sto invitando di non sognare, lungi da me, ma sono certa che solo una volta che butti via la fissazione con la perfezione otterrai risultati che hai mai sperato. È solo che la crescita va abbinata ai cicli naturali della vita. Ci sono ritmi vitali che ti permettono di passare da momenti di successi ai momenti di sconfitta che rimarranno, nonostante quanto la linea generale della tua vita sale. Le mie nuove tecniche di allenamento mi hanno aiutato tanto, ma la verità è che sto riuscendo a mantenere questa nuova forma fisica che mi piace perché riesco vederlo con più calma e equilibrio. Sono in pace con me stessa. Sto riflettendo sul fatto che sto invecchiando ed anziché combattere contro l’orologio dello specchio combatto contro l’invecchiamento precoce delle mie cellule, che alla fine risplenderanno dal dentro verso fuori.

Tutti quanti sono così fissati con la perfezione, la simmetria delle facce, i seni grossi e tondi con un fondo schiena perfettamente bilanciata come una clessidra che entrano in un stato di panico quando la naturale resa dei conti arriva. Con l’eccezione di certe donne nate belle, quelle che sono state baciati da Dio, che svegliano con i pori perfettamente lisci, le leve lunghe e snelle, e un corpo sinuoso, è semplicemente impossibile geneticamente a cambiare certi realtà della tua composizione corporea.

Non posso aiutarti diventare più alti, o bassi (dipende del caso), una donna ginoide a forma di pera non diventerà a forma di mela, e i seni non si ingrossano facendo pettorali. Dico una cosa in più, le donne così strepitosamente perfette sono la minoranza non sono la maggioranza! Sono le statue che graziano le nostre musei ma non rappresentano il popolo generale. Nulla da togliere da loro ma rappresentano una meta lontano dalla realtà, esattamente come dire che non tutti possono cantare con un estensione vocale come Celine Dion, Cristina Aguilerà, o Giorgia. Possono rimanere icone per noi, ma non devono diventare l’ennesimo centimetro contro cui la tua autostima sprofonda perché impossibilitata a raggiungerle. (Forse loro non sono brave a fare un sugo rosso come te!!) Ognuno ha il suo dono, e spesso spessissimo non è solo fisico!

Da donna a donna ti consiglio di rimanere sulla squadra dei non supermodelle e proviamo di ritornare sulle vie della seduzione usando le nostre teste e cuore e non soltanto contando sul fisico. Potresti ridere pensando che dico di non contare sul tuo fisico, ma io non ci tengo ad essere giudicata solo sul mio fisico. Il mio corpo mi aiuta a comunicare energia, movimento, idee e passione di vita. Il mio fisico è la macchina fantastica che mi accompagnerà dal primo al ultimo giorno su questa pianeta. Questo involucro è l’unica cosa che sarà con me ogni secondo della mia esistenza. Non capisci che realmente per vivere bene devi avere una salute scoppiettante? La salute nasce da dentro, parte dalla salute delle tue cellule, per salire vertiginosamente verso il fuori passando per importanti sistemi metabolici come quello cardiovascolare, scheletro-muscolare, organi interni, endocrino e oltre fino a risplendere a livello della pelle.

La fissazione del riflesso dello specchio non rispecchia la complessità della tua bellezza. La mia figlia per esempio può illuminare la stanza con un solo sorriso. Una mia amica è talmente dolce e comprensiva che ti squagli il cuore solo a sentirla a telefono. Un’altra amica è così divertente che dopo una cena insieme il giorno seguente rischi di avere mal di addominali. La tua vera bellezza non è solo fisica, e per essere in forma da ora necessità che quello che vedi nello specchio è quello cosa che nessun altro può essere: cioè te. Sei un opera d’arte! Sei una persona pieno di opportunità, passioni, hobby, sogni, amici, famiglia, e anche problemi che provi di risolvere con testa alta, lacrime versate, un passato difficile e meraviglioso, ma sei unico! Nessun altro può fare te.

Il tessuto di questo mondo è fatto come un grande puzzle, ognuno di noi offriamo qualcosa alla vita. Penso per avere il massimo della tua forma devi rendere l’importanza del tuo posto al mondo. Un po’ come Simba nel Lion King. Il circolo della vita richiede che ognuno di noi scovasse i doni con quali siamo nati per poi portarli al 100% e ri-regalarle al mondo intero. Ecco come la tua vita troverà un senso che va al di la di un semplice aspetto esteriore. Ho sentito una storia di un su una cittadina in Svizzera dove l’età media della popolazione era tra le più alte del mondo. Il motivo è stato collegato che ognuno di loro in età pensionale veniva assegnato una specifica mansione da compiere. Un signore di circa 90 anni aveva il compito di portare la mucca fuori dalla stalla in mattina e in tarda pomeriggio andare a riprenderla dal pascolo. Il signore non era più preoccupato di essere un bel giovincello, voleva appartenere e sentire il suo posto nel mondo. Quello è il vero essenza di benessere: stare bene con se stessi e il mondo che ti circonda.

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