Il dialogo interno

Il dialogo interno deve cambiare se vuoi alle lunghe cambiare il tuo ritmo e scioltezza con la vita. Affinché riesci a vivere in avanscoperta della vita anziché in difesa. In questa prima fase è molto importante “pesare” tutto l’input dal esterno. Mentre proviamo a farti credere meritevole di una forma e vita migliore hai bisogno di staccare la spina da tutto quello che potrebbe interferire con questo processo. Al inizio sembrerà molto meccanico, ma non temere fa parte del processo del ri-programmazione per ottenere i risultati che vuoi.

Per tutti che ti fanno un commento felice:

  1. Devi ascoltare il tono della conversazione: è giocoso, serio, lavorativo o famigliare?
  2. Capire l’importanza affettivo della persona che lo stai dicendo nei tuoi confronti.
  3. Pesare la verità della parola detto contro quello che comprendi di essere la realtà.
  4. Chiedere a te stesso se lo credi o no.
  5. Osservare la persona che te le stai dicendo e chiederti perché te lo stai dicendo.
  6. Puoi con garbo difenderti senza essere petulante o aggressivo – questo forse è l’arma più importante in questa fase.

È ovvio che certe persone hanno più presa nella tua vita che altri. I tuoi genitori, fratelli, partner e amici stretti sicuramente hanno un peso maggiore quando ti parlano, perché ti conoscono, e ti vogliono bene (almeno spero, dopo parliamo anche di quelli che agiscono sul tuo livello di autostima per un diario segreto).

Riprendendo l’incidente mio del supermercato:

  1. Stavo in un contesto lavorativo, che è più scudato di un rapporto personale. Avevo la mia maschera professionale su cui bloccare le parole infelice a livello personale.
  2. Non conoscevo assolutamente le due persone di fronte a me, per ciò non c’era un legame affettivo.
  3. Non gli gustavo al secondo dipendente. Può succedere, il mondo è bello perché è vario esattamente come i gusti della gente. So di certo che è impossibile piacere a tutti. Piaccio al mio marito, e pure tanto!
  4. Sono in pace con me stessa e mi piaccio molto la mia pelle e persona, ho deciso di lasciare a lui il suo opinione e tenere la mia.
  5. La persona che ti dice le cose per ferire, o come scherziamo noi, parlano prima di accendersi il cervello, spesso lo dicono perché sono profondamente infelici con la loro vita. Insicurezza? Insoddisfazione lavorativa? Si è appena lasciato con la sua donna? Non lo sapevo, e non posso neanche permettere che il disagio altrui diventa mia. Non se voglio tenere le redini sulla mia autostima e forma psico e fisico.
  6. Ho fatto una battuta per disinnescare la situazione, per me è finito così.

La figlia timida lottando con la sua auto stima con l’aggravante di un bullo scolastico è una battaglia più dura, considerando la delicatezza dell’età e il rito di passaggio della scuola media e liceale. Ma le regole rimangono le stesse:

  1. A scuola il bullismo non dovrebbe essere tollerato perché non è ne giocoso, ne famigliare ne costruttivo. Se qualcuno ti attacca ingiustamente la maschera “ufficiale” che uno mette dovrebbe diventare direttamente un scudo intergalattico andando ai autorità della scuola.
  2. Se il bullo ha puntato lei di sicuro non sono amici.
  3. Spesso i bulli fanno commenti senza senso tanto per mettere un altro in disagio o imbarazzo. Non ci mettono tanto impegno per offendere, usano il disagio altrui per sentirsi importante. Se urlano una parola nonsenso, puoi rapidamente renderti conto che non è un commento reale.
  4. Pesare la parola “detto”. Ti senti come una mucca dipinto?
  5. I bulli purtroppo, e non li sto difendendo, ma sono estremamente insicuri, o infelici a casa. Scovando sono sicura che la ragazza avrebbe potuto capire perché tal di tali era così cattiva con lei.
  6. Prepara prima una battuta matura da fare per difendersi.

Questo esercizio non rende le parole meno dolorose al inizio, e non pretendo che trovi piacere nel riceverle, ma è un primo passo per ridonare il tuo potere sulla tua definizione di te in confronto a quello degli altri. Tantissime persone vivono sottomesso al commenti degli altri. Sono talmente succube alle loro insicurezze che basta un nonnulla detto da fuori per renderli tristi e nervosi per il resto della giornata. Questo sensazione interiorizzata di frustrazione poi a volte può trainare un comportamento auto flagellante: strafoghi notturni, fame nervosa, un senso di spossatezza in generale così rinunciano alla palestra e via vicenda tutto tranne anti-ANTA.

Sapere chi sei è un chiave importantissimo per il tuo benessere.

La tua autostima dipende sul peso che dai alle parole che ti vengono detto. Non sono le parole di per se che hanno il potere sul tuo stato d’animo, ma è la tua definizione di loro che le permettono di rovinarti la giornata. Quando hai una visione sano e stabile di chi sei è più difficile che una parola infelice può destabilizzarti o abbassare la tua stima verso te stessa.
Se uno ti chiama “Bruta, stupida, incapace, grassa, vecchia, goffa… “ o qualsiasi altra parola offensiva sono sicura che ti innescherebbe una risposta di chiusura. Sicuramente ti sentiresti offesa e insicura. Ma chi sta dando peso a quelle parole? Quello che ti l’ha detto, o tu che hai deciso di crederle? Ora se una persona arriva e ti chiama una pecorella smaltata di rosa, è molto probabile che scoppieresti a ridere, perché tu sai di non essere una pecorella rosa.

Vedi? Quando riesci a separarti dalla realtà, il tuo auto-stima non entra nel quadro e riesci oggettivamente a interagire con il mondo che ti circonda senza mettere chi sei veramente in questione.
Per dare peso alle parole serve che riesci quasi quasi ad ascoltare in terza persona prima di dar importanza alle parole che ti vengono dette. Questo vale sia per gli insulti che per i complimenti. Parole possono essere armi di doppio taglio. A volta un complimento con seconde fine può essere ancora più dannosa di una parola cattiva. Ascoltare tutte quello che ti viene detto e decidere dove tu c’entri nella situazione. Così non ti permetterà ne quelli che ti insultano ne quelli che danno complimenti vuoti potere su di te stessa.

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